11 mag 2009

Di Pietro e la sponsorizzazione della scuola privata

Che Di Pietro sia uomo di destra e conservatore non è cosa nuova.
Nonostante questo si appresta con ogni probabilità a drenare alla sinistra moltissimi voti alle prossime elezioni europee.
In Italia la demagogia premia: vedi PDL e Lega.
Certo gli elettori di sinistra che lo voteranno, se già non l’hanno fatto, sarebbe il caso sapessero che l’Italia dei Valori, unitamente a PDL, Lega, UDC e alla listaccia di Lombardo ha chiesto in Parlamento l’aumento dei finanziamenti alla scuola privata per l’anno prossimo.
Ovviamente nemmeno una parola sui tagli indiscriminati alla Scuola Pubblica.

6 commenti:

Matteo Porretta ha detto...

anch'io come te non mi fido molto di Don Antonio...troppo impegnato a dire ciò che la gente vorrebbe sentire (che poi è l'essenza della demagogia)...questo della scuola privata è poi uno scandalo...che la scuola privata resti privata con fondi privati.

Anonimo ha detto...

Da Dipietrista iscritto al partito questa mossa mi ha lasciato un po' perplesso, anche perché nei vari atti fondativi del partito si parla solo e sempre di scuola pubblica. Attendo di saperne di più.

Contesto al post 2 cose, però.

Primo, Di Pietro uomo di destra. Sbagliato. Di Pietro è il leader di un partito post-ideologico, un partito dove si è stabilita una priorità irrinunciabile(la questione morale e il rispetto delle regole) che sta alla base sia della giustizia sociale (= obiettivo di sinistra) sia del compimento di un'economia liberale (= obiettivo di destra).

Secondo, Di Pietro di parole contro i tagli alla scuola pubblica ne ha spese fin troppe. Ed è stato l'unico partito parlamentare a denunciare le manganellate di Roma. Mi pare quindi che il giudizio sia ingeneroso.

Manuele

Anonimo ha detto...

ah, Repubblica ha corretto. Era una bufala.

Fiuuu :=)

Manuele

silvano ha detto...

Per Manuele: il giudizio su Di Pietro uomo di destra non lo formulo per partito preso, ma in base a delle osservazioni. La prima di carattere storico, tutti i movimenti politici che si sono nel tempo posti come apolitici, post ideologici, hanno sempre avuto poi matrice di destra (da "l'uomo qualunque in poi", la retorica dell'ordine e della disciplina). La seconda traccia di destra è data dall'uso abbondante di populismo e demagogia - anche qui storicamente di destra.
La terza, forse la più significativa, è stato l'aver votato, ai tempi dell'ultimo governo di centrosinistra, contro la commissione d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova.
Quest'ultimo atto fu a mio avviso imperdonabile.

Ultimamente Di Pietro sta cercando di allargare la sua base elettorale e lo fa a spese del PD cercando di proporsi agli elettori di sinistra giustamente delusi.
Sono contento che Repubblica abbia rettificato la notizia, grazie a Dio, perchè la lobby della scuola privata mi sembra già abbastanza potente anche senza Di Pietro.

Infine non mi è piaciuta la disinvoltura con cui, incameratisi i voti del PD alle elezioni, abbia poi deciso di non confluire e capitalizzare il pieno di voti di altri, facendo il proprio gruppo parlamentare e incassando non pochi finanziamenti.
Mi è sembrato un cinismo degno del capo del Governo attuale.

Ma, ovvio, Manuele niente di personale con te, anzi mi ha fatto molto piacere la tua visita e spero che tornerai.

ciao, silvano.
ciao, silvano.

Anonimo ha detto...

Sul discorso uomo-di-destra-perché-populista avrei molto da ridire. Purtroppo è il problema ad avere tutti i media contro. Il partito esprime argomenti politici estremamente interessanti (e direi unici nel panorama nazionale) che di populismo hanno ben poco. Non dico tanto i 12 punti ultimi per queste elezioni, http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/12punti.php , che comunque restano sempre molto meglio di tutto quello che gli altri fanno, ma dico proprio delle battaglie per la connettività, per la e-democracy, per la gestione corretta dei rifiuti, ma anche il free software nelle PA... insomma tutta roba "di sinistra" che la sinistra porta avanti in modo MOLTO MOLTO sporadico e qualitativamente infimo.

Io sono uno di sinistra, te lo dico chiaro, uno che ha come fine ultimo della sua politica una razionale giustizia sociale. E mi rendo conto che non ha senso fare battaglie di giustizia sociale prima di aver vinto quelle di legalità. Non ha senso chiedere che le case siano un diritto quando le case vengono costruite spesso da immobiliaristi senza scrupoli che inondano di mazzette giunte comunali compiacenti. Berlinguer aveva ragione e l'unico che se lo ricorda è Tonino.

Sulla commissione d'inchiesta sono d'accordo con te. C'è stata una sospensione della democrazia e si doveva andare fino in fondo.
Ma è motivo sufficiente per sfanculare Tonino? Si', lo sarebbe... se il caso Mastella non avesse dimostrato quanto al PD e ai comunisti freghi poco dell'Italia quando c'è di mezzo la poltrona. E allora, piuttosto che non andare a votare (come ho fatto a giugno 2008) mi iscrivo al meno peggio e provo a cambiare qualcosa. Come ho fatto il mese dopo.

Sul gruppo parlamentare credo che ci sia stata prima una bella chiacchierata e la "linea morbida" di Veltroni era oggettivamente inaccettabile per Di Pietro. Berlusconi è un cancro, non lo si può legittimare nemmeno se avesse il 100% dei voti. E ad un anno di distanza mi pare che Tonino avesse ragione.

Io spero che di IDV non ci sia più bisogno in futuro, che la piattaforma di valori e di "banalità" che prova a portare avanti diventi una piattaforma condivisa... ma fino a che non lo è... lunga vita ;)

Confusamente,
Manuele

ReAnto ha detto...

non so quanti voti tolga sai?